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La necessità di interpretare il nostro tempo e il ruolo della cultura. Scrive Monti

Un Paese che consuma il presente ma fatica a immaginare il futuro: è questa la cifra dell’incertezza italiana, ormai strutturale e non più emergenziale. Tra calo della fiducia, fragilità demografica e micro-imprese senza prospettiva, si allarga lo scollamento tra vita individuale e dimensione collettiva. In questo vuoto di visione, la cultura — da musei a biblioteche — può diventare il perno di una nuova narrazione identitaria, capace di ricucire comunità e restituire orizzonte al lungo periodo. L’analisi di Monti

Addio a Vittorio Messori, autentico credente. Il ricordo di D'Anna

Cronista della fede ha intervistato e sfidato Pontefici, dato voce a Ratzinger e confrontato col progressismo ecclesiale Vittorio Vittorio Messori, uno dei più autorevoli scrittori della saggista cattolica negli ultimi 50 anni scomparso alla vigilia di Pasqua. Il ricordo di Gianfranco D’Anna

Emigrazione italiana, una storia da raccontare (e ricordare)

Di Gianni Todini e Francesco Nicotri

Nell’ambito della riunione del Comitato di presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che si è tenuto a Roma dal 24 al 26 marzo 2026, è stato siglato un protocollo di intesa con la Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione italiana volto a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni

Un mondo in bilico tra caos, riarmo e polarizzazione. Il libro di Ansalone

Di Gianluca Ansalone

Una riflessione sulla fine della lunga stagione di relativa stabilità del secondo dopoguerra e sull’ingresso in una nuova fase segnata dal ritorno della guerra, dal riarmo degli Stati e dalla crisi del multilateralismo. Tra conflitti tradizionali, guerre ibride, deterrenza nucleare e nuove tecnologie militari, si delinea un mondo sempre più instabile, polarizzato e dominato dai rapporti di forza. Pubblichiamo un estratto dal volume “Estremi – Il mondo in bilico tra caos e polarizzazione” di Gianluca Ansalone, con prefazione di Francesco Rutelli, in uscita il 3 aprile per Guerini e Associati.

La speranza secondo Rocco Papaleo. La recensione di Ciccotti

“Il bene comune” (2026, Rocco Papaleo), storia corale, tutta al femminile, sulla possibilità di ricominciare per chi ha sbagliato, con attori convincenti, è una commedia poetica scheggiata però da alcune ingenuità. La recensione di Eusebio Ciccotti

In memoria di Fabio, il Magnifico. Il ricordo di Pellicciari e Cappiello

Di Igor Pellicciari e Giuseppe Cappiello

In tempi segnati da contrapposizioni ideologiche e pregiudizi politici, sociali e culturali, è andato all’essenza delle relazioni personali, facendo a tanti giovani da mentore nel senso pieno del termine, con slanci mecenatistici, senza mai chiedere nulla in cambio. Il ricordo di Igor Pellicciari (Università di Urbino) e Giuseppe Cappiello (Università di Bologna)

La cura come trama della condizione umana. La riflessione di Spinsanti

Di Sandro Spinsanti

Tra letteratura, filosofia e medicina, una riflessione sul significato più profondo della cura: il ponte che tiene insieme chi cura e chi è curato, ma anche chi vive e chi non c’è più. Perché nella cura – prima, durante e dopo la vita – si gioca una delle dimensioni più essenziali dell’umano. L’estratto dal libro “Un’altra pratica della cura” (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026) a firma di Sandro Spinsanti, bioeticista e direttore dell’Istituto Giano per le medical humanities

L’occupazione culturale. Una scelta politica che non riguarda soltanto il lavoro

Sarebbe interessante scoprire quali potrebbero essere gli effetti di un piano di assunzione straordinario che consentisse di assorbire gli autonomi, i precari, gli stagionali, e comprendere quali possano essere gli effetti positivi, e i costi per la collettività. L’intervento di Stefano Monti

Gino Paoli e l’arte di raccontare la fragilità. Il ricordo di D'Anna

“Gino Paoli é stato fra i più importanti protagonisti di una generazione meravigliosa da cui inizio tutto” scrive di club Luigi Tenco rendendo omaggio al grande cantautore scomparso a 91 anni. Il ricordo di Gianfranco D’Anna

Governare l’IA richiede una riflessione sulla nostra democrazia. Scrive Monti

L’intelligenza artificiale irrompe nella quotidianità con una portata rivoluzionaria, ma il dibattito resta prigioniero di schemi superati. La vera sfida è culturale: servono nuovi strumenti e valori condivisi per governare un cambiamento che la politica ancora fatica a comprendere. La lettura di Monti

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